Giò Ponti: non solo architetture

La sofisticata arte della valutazione

A trentadue anni dalla sua scomparsa, Milano ricorda la geniale figura di Giò Ponti (Milano, 1891-1979) con due mostre complementari, che aprono entrambe il 6 maggio per concludersi a fine luglio. Le sedi espositive prescelte per questa doppia iniziativa accrescono ulteriormente il valore dell’evento: si tratta, infatti, del Grattacielo Pirelli (progettato, tra gli altri, da Ponti stesso nel 1956-1961) e della Triennale di viale Alemagna.

Nel primo di questi luoghi-simbolo della metropoli milanese sarà visitabile fino al 31 luglio “Giò Ponti. Il fascino della ceramica”, mentre “Espressioni di Giò Ponti” sarà allestita alla Triennale sino al prossimo 24 luglio.

Le due esposizioni vogliono portare all’attenzione del pubblico la ricca e complessa creatività di questo maestro di stile, che ha inizio negli anni Venti con la direzione artistica della società Richard-Ginori e si dipana per circa sette decenni nel campo dell’architettura, del design industriale, della produzione artigianale e artistica, senza dimenticare la ricerca e la comunicazione nel campo delle arti.

La mostra al Pirellone documenta, in particolare, la raffinata produzione di ceramiche realizzata da Ponti per la manifattura Richard-Ginori, di cui nel 1923 assunse la direzione artistica, presso lo stabilimento milanese di S. Cristoforo: si tratta di un aspetto poco noto del grande architetto.
L’immediato e vasto successo incontrato da queste innovative ceramiche si spiega nel mirabile equilibrio raggiunto da Giò Ponti tra forme ispirate all’antichità greco-romana ed etrusca, rinascimentale e neoclassica e attenzione per le Avanguardie contemporanee (Futurismo, Metafisica e Novecento). Il risultato è un’elegante produzione di vasi ornamentali, urne, piatti, che fanno il loro debuttano in occasione della Prima Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza nel 1923.
Nello Spazio Eventi del Grattacielo Pirelli tutto questo è documentato attraverso esemplari di alcune serie celebri come La conversazione classica, Le mie donne, La venatoria, oppure le coppe della serie I funérailles di Thais, Il circo alato, e infine la grande cista dedicata al critico d’arte e giornalista Ugo Ojetti, ispirata all’archeologia classica.
Promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Anonima Talenti, la mostra, curata da Dario Matteoni, prevede anche il confronto degli oggetti esposti con alcuni disegni preparatori, veri e propri studi di architetture.

La seconda mostra, a cura di Germano Celant, è organizzata da Triennale di Milano in collaborazione con Giò Ponti Archives e eredi di Giò Ponti, ed è mirata, piuttosto, ad offrire un esauriente giro d’orizzonte a 360 gradi sulla poliedricità del maestro milanese. Tra gli oltre 250 pezzi in esposizione, infatti, figurano schizzi e disegni, dipinti e sculture, ceramiche e maioliche, mobili e modelli di studio, cui si accompagnano filmati e interviste d’epoca.
Per chi volesse proseguire l’esplorazione nel mondo della ceramica artistica italiana della prima metà del Novecento, si segnala che il biglietto d’ingresso a quest’ultima mostra consente l’entrata ridotta all’esposizione Forme e colori di Guido Andlovitz”, in programma al Museo Bagatti Valsecchi di Milano dal’11 maggio al 4 luglio.

Giò Ponti. Il fascino della ceramica
Milano, Grattacielo Pirelli, via Filzi, 22
6 maggio – 31 luglio 2011
Ingresso gratuito
Orari: da martedì a venerdì 15.00-19.00, sabato e domenica 10.00-19.00, lunedì chiuso
Guarda la brochure Gio Ponti. Il fascino della ceramica
Sito ufficiale della Regione Lombardia www.regione.lombardia.it
Ufficio stampa http://www.studioesseci.net/mostra.php?IDmostra=741

Espressioni di Giò Ponti
Triennale di Milano, viale Alemagna, 6
6 maggio – 24 luglio 2011
Ingresso 8,00/6,50/5,50 euro
Orari: da martedì a domenica 10.30-20.30, giovedì e venerdì 10.30-23.00, lunedì chiuso
Per ulteriori informazioni si veda la sezione dedicata su Triennale.org

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