I vetri di Baccarat

La sofisticata arte della valutazione

Baccarat è una località della Francia orientale, vicino Luneville, dove nel 1764 (o ’65) fu avviata la vetreria Saint’ Anne, per iniziativa dell’arcivescovo di Metz e del mastro vetrario Antoine Renault.
Nel 1818 fu comprata da Aimè Gabriel D’Artigues , direttore dell’altrettanto famosa vetreria di Saint Louis , che ne modifica il nome chiamandola Compagnie des Cristalleries de Baccarat, che presto divenne famosa nel panorama francese ed europeo, tanto che, come dice Rutolo, “ (…) per tutto l’Ottocento i cristalli molati di B. rappresentarono il segno del buon gusto presso la buona borghesia e conservano tuttora un carattere di lusso”.

La produzione

La fortuna e il merito della Baccarat fu di saper sfruttare al meglio la timida ripresa economica che dopo Waterloo e la caduta di Napoleone (1815) la Francia avviò, e grazie anche all’appoggio di una politica di forte protezionismo attuata dal governo, diventò in poco tempo una delle più importanti manifatture d’Europa.
Quello che la caratterizzò in un primo momento fu la volontà di imitare le tecniche e le forme dell’arte vetraria inglese e boema, anche se poi arrivò a sviluppare oggetti completamente nuovi e caratteristici della Francia.
Un’ altra importante caratteristica era l’ampissima gamma di oggetti che la Baccarat produceva: dal vasellame da tavola, ai vasi opalini, ai fermacarte, ai lampadari (anche di dimensioni gigantesche), e ancora candelabri, vasi monumentali; tutti oggetti di una preziosità che contraddistinse, e contraddistingue ancora oggi, la manifattura ancora attiva.

Le innovazioni

Muovendo quindi i passi da consolidate tradizioni di lavorazione, la Beccarat riuscì a distinguersi sviluppando nuove forme, nuove tipologie di oggetti, o tecniche di lavorazione innovative.
In modo particolare, è famosa per i suoi Lead glass: vasi di vetro spesso decorato con motivi geometrici incisi a rotella , impreziositi da decorazioni “ormolu”, cioè in bronzo dorato a mercurio. La lavorazione del cristallo, appresa dall’Inghilterra e attraverso l’assunzione di artigiani irlandesi, talvolta può portare ad attribuzioni incerte degli oggetti, molto simili a quelli d’Oltremanica.

Tuttavia, è possibile riconoscere i pezzi originali di Baccarat da alcuni elementi: le decorazioni sono spesso in bronzo dorato (solo raramente in argento come le loro corrispondenti inglesi); le forme francesi sono assolutamente tipiche e caratteristiche; gli oggetti sono in genere più larghi e leggeri; il marchio (“B.”) è presente su un lato (anche se non sempre è autentico).

Importante è poi la produzione di sulphides (o crystallo-ceramie o cameo-incrustation), probabilmente inventata da Louis Desprez verso la fine del ‘700: questa particolare lavorazione consiste nell’inserimento di medaglioni classicheggianti (per lo più ritrattini), realizzati in materiale bianco-argentato simile alla porcellana, su oggetti di flint glass (boccali, boccette, fermacarte, ecc..).

Caratteristica è poi la lavorazione dei vasi opalini : in vetro bianco opaco con sfumature tenui (azzurrino, rosato o verde chiaro) ottenute aggiungendo ossido di stagno, imitano la porcellana. Sono oggetti in genere dalle forme eleganti e stile classicheggiante, spesso decorati con cannule di vetro colorato sui bordi.

Impossibile non ricordare poi la caratteristica produzione di fermacarte, tra gli oggetti più importanti della manifattura vetraria francese del XIX secolo. Ispirandosi alla tecnica veneziana della murrina “Millefiori”, questi oggetti ne rappresentano un’evoluzione tipica francese nella tecnica che sovrapponeva agli sfondi “fioriti”, che vengono ora chiamati muslin, figure a forma di uccellini, o altri animali, stelle, frecce o stelle alpine.
Talvolta, attraverso le stesse cannucce di vetro tagliate a sezione con cui veniva realizzata la decorazione, era apposta la firma affiancata dall’anno di produzione, la cosiddetta “signature cane”, sempre in rosso, verde, blu o bianco.

La manifattura Baccarat, tuttora attiva, è stata quindi una delle più importanti protagoniste della produzione vetraria francese ed europea, ridando tra l’altro impulso al mercato del vetro scosso dai recenti rivolgimenti dovuti alla Rivoluzione Francese (1789) e alle conseguenti guerre napoleoniche.

Bibliografia

R. Rutolo, AEAD, 1931
AAVV, Dizionario di Antiquariato, Vallardi, Garzanti
R. Miller, Antiques Checklist, Octopus Publishing Group, 1994

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