Porcellane cinesi: alcune indicazioni

La sofisticata arte della valutazione

Fin dai secoli più lontani curiosità e fascino hanno circondato gli oggetti prodotti nel Lontano Oriente con materiali sconosciuti in Europa, come la porcellana o la lacca (la prima dotata di stupefacente trasparenza, la seconda di singolare consistenza). Basti ricordare il celebre dipinto di Giovanni Bellini, Il festino degli dei, in cui le divinità banchettano attingendo da contenitori in porcellana bianca e blu.
L’arte orientale, in particolare i pezzi provenienti dalla Cina, rappresenta l’ultima grande opportunità di investimento per chi è solito impegnare le proprie risorse nel campo dell’antiquariato e degli oggetti d’arte. Il primo passo per avvicinarsi a questo mondo è una semplice scorsa tra i pezzi esposti nei più importanti musei del mondo, oggi facilmente consultabili anche via Internet, oppure attraverso le numerose pubblicazioni e i cataloghi delle principali case d’asta. Oggetti in bronzo, sculture, ceramiche e porcellane dalle forme più variegate e dai decori spesso ancora modernissimi, le delizie della giada, la leggerezza del bamboo o le linee “minimal” dei mobili laccati: dalla Cina o dal Giappone, dal Sud Est Asiatico o dall’Himalaya, ognuna di queste forme d’arte racchiude un insieme di simbologia, storia e valori estetici poco conosciuti, in quanto estranei ai canoni di bellezza occidentali.
Tutte queste produzioni si sono diffuse nei secoli grazie alla Via della Seta, attraverso la mediazione dei popoli del Medio Oriente ed infine con i contatti commerciali diretti tra Occidente e Oriente. Questa enorme fortuna dell’arte orientale in Europa ha comportato, negli ultimi secoli, la nascita di prodotti occidentali realizzati e decorati “all’orientale”: cineserie, giapponeserie.
Per chi, possedendo un oggetto d’arte orientale o volendo acquistarne uno, volesse appurare quali sono le quotazioni del mercato in questo campo, è a disposizione la nuova Banca Dati NTQ, un valido supporto per chi vuole ricercare, comprare e vendere oggetti d’arte e antiquariato.
Tale servizio si affianca, completandolo, a quello già fornito da Valutiamo.it.

Famiglia rosa o famiglia verde?
Fondamentale nell’ambito dell’identificazione di un pezzo in porcellana cinese è saper individuare le caratteristiche tecniche della decorazione. Ma che cosa dobbiamo osservare esattamente? Quali sono le principali tecniche decorative e quando sono nate?
I colori ottenuti con l’utilizzo degli smalti sono dovuti all’ossidazione dei metalli con cui essi sono prodotti. Generalmente gli smalti erano composti da tre parti di ossido di piombo e una parte di quarzo polverizzato al quale era aggiunta una piccola quantità di ossido metallico. Grazie alla seconda cottura questa mistura si trasformava in sostanza vitrea fissandosi sulla superficie dell’oggetto.
Le differenti tecniche decorative, i cui nomi sono oggi usati convenzionalmente per identificare le diverse tipologie, seguono un preciso arco cronologico definendo dei cosiddetti terminiante quem, ovvero date o periodi prima dei quali non è possibile trovare alcun prodotto decorato nella tecnica descritta. Dunque, la conoscenza delle metodologie decorative è di capitale importanza per definire correttamente la datazione di un oggetto. Bisogna ricordare, però, che queste tecniche furono tutte impiegate ininterrottamente e spesso in contemporanea tra loro: quello della decorazione è un elemento necessario ma non sufficiente per una corretta identificazione.

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