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La sofisticata arte della valutazione

La prima fabbrica di oggetti di lusso Tiffany fu fondata nel 1937 da Charles Lewis Tiffany. Dedicandosi alla creazione di oggetti di lusso, divenne presto famosa per la qualità e la raffinatezza dei suoi prodotti, prevalentemente gioielli, pensati e realizzati da importanti designer come Jean Schlumberger, che creò lavorò per la fabbrica il più grande diamante giallo del mondo, acquistato da poco dalla Tiffany, o Edward Moore , artigiano brillante che seppe creare opere di pregio ispirandosi all’eleganza dell’arte asiatica e all’quilibrio di quella classica.

Louis Charles Comfort ereditò la già famosa fabbrica di oggetti di lusso nel 1853.
Con un padre facoltoso com’era Charles Lewis, Louis ebbe modo di studiare pittura e di viaggiare molto, specialmente in Europa ed Egitto, e , frequentando gli ambienti newyorkesi più stimolanti, di elaborare il gusto per cose preziose, e la passione per la natura e l’arte orientale (specialmente quella moresca) che saranno le costanti fonti di ispirazione per l’intera produzione della fabbrica, fino al 1937, anno in cui le attività vennero interrotte. (continua…)

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Alla parola “Tiffany” la mente immagina subito splendide lampade da tavolo, vetri colorati o argenti preziosi. Chi penserebbe invece a un divano o a un pugnale (decorativo)? Eppure in due aste, che si sono svolte lo scorso febbraio negli Stati Uniti, sono stati venduti proprio due esemplari di questa produzione poco nota e sorprendente della Tiffany & Co. Ovviamente raggiungendo cifre da primato.

Nell’asta di arredi Belle Epoque di Doyle, a New York, ha fatto la sua comparsa un divano a due posti in legno di frassino intagliato e parzialmente dorato, decorato in uno stile di evidente influenza orientale. Il sofà in questione proviene dalla residenza dell’industriale e mecenate Henry Osborne Havemeyer, sulla Quinta Strada, che commissionò a Louis Comfort Tiffany e a Samuel Colman la decorazione e l’arredo della sua dimora. L’edificio fu demolito nel 1930, ma alcuni mobili si salvarono: tra questi, due poltrone oggi al Metropolitan Museum e questo raro divano, che unisce suggestioni giapponesi, indiane e islamiche in un’opera del tutto particolare. Per questo sofà Tiffany la stima era di 125-175mila dollari, rilanci in sala e via telefono e Internet hanno portato sino alla ragguardevole cifra di 350mila dollari (circa 265mila euro). (continua…)

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