Tiffany: garanzia di gusto e qualità

La sofisticata arte della valutazione

La prima fabbrica di oggetti di lusso Tiffany fu fondata nel 1937 da Charles Lewis Tiffany. Dedicandosi alla creazione di oggetti di lusso, divenne presto famosa per la qualità e la raffinatezza dei suoi prodotti, prevalentemente gioielli, pensati e realizzati da importanti designer come Jean Schlumberger, che creò lavorò per la fabbrica il più grande diamante giallo del mondo, acquistato da poco dalla Tiffany, o Edward Moore , artigiano brillante che seppe creare opere di pregio ispirandosi all’eleganza dell’arte asiatica e all’quilibrio di quella classica.

Louis Charles Comfort ereditò la già famosa fabbrica di oggetti di lusso nel 1853.
Con un padre facoltoso com’era Charles Lewis, Louis ebbe modo di studiare pittura e di viaggiare molto, specialmente in Europa ed Egitto, e , frequentando gli ambienti newyorkesi più stimolanti, di elaborare il gusto per cose preziose, e la passione per la natura e l’arte orientale (specialmente quella moresca) che saranno le costanti fonti di ispirazione per l’intera produzione della fabbrica, fino al 1937, anno in cui le attività vennero interrotte.

Nel 1879 fondò la Louis Charles Tiffany and Associated Artists, specializzata in arredamenti, che già nel 1884, come testimonia il cambiamento del nome della ditta che diventaò “Glass and Decorating Company”, aveva sviluppato un interesse particolare per la produzione di oggetti in vetro: per lo più lampade (da terra o da tavolo), ma anche vasi, tavoli e vetrate, che gli furono commissionate anche da personaggi come Mark Twain o Lily Langty.
Quando poi, intorno al 1900, la fabbrica prese il nome di “Tiffany Studios”, il suo marchio era già sinonimo di garanzia di gusto e qualità.

Probabilmente il più conosciuto nel panorama americano, il nome di Tiffany è legato prevalentemente alla produzione di lampade da tavolo con paralume in vetro a piombo e base in bronzo dalle forme arboree, fedeli sempre a quell’ispirazione che, provenendo dalla natura, permise alla fabbriche Tiffany di anticipare il gusto dell’Art Nouveau già a partire dagli anni ’80 del XIX secolo. L’altra importante fonte di ispirazione fu senz’altro l’arte orientale, bizantina e moresca, che già aveva appassionato il padre, e che portò Charles Tiffany ad assumere molti artigiani giapponesi.

Innovazione e sperimentazione

Controllate una ad una dallo stesso Charles, le lampade erano spesso il prodotto di una libera combinazione da parte del cliente della base e dei paralumi, consentendo così un’originale mezzo di personalizzazione, concetto estremamente innovativo rispetto alla produzione industriale.
Sempre attiva anche nell’ambito delle sperimentazioni, la Tiffany elaborò una modalità nuova di lavorazione del vetro a piombo, di per sé tecnica antichissima. La novità, chiamata, appunto, “Lavorazione Tiffany”, introdotta alla fine dell’800 per i paralumi e le vetrate, consisteva nella bordatura in rame dei pezzi di vetro che venivano poi fermati da saldature a stagno che, più flessibili del piombo, permettevano di lavorare agevolmente anche superfici curve.
L’innovazione che però rese davvero celebre il marchio fu quella del famoso vetro Favrile (dal latino fabrilis, artigianale, a sottolineare la cura e l’attenzione nella produzione di pezzi che, anche se inseriti in un contesto industriale, non possono essere considerati seriali). Il Favrile è un vetro opaco iridescente, prodotto a mano, caratterizzato da una decorazione a base chimica, con ossidi metallici e vapori acidi che corrodono la superficie esterna del vetro, rendendolo simile al metallo. Ispirato a vetro romano e islamico, fu brevettato nel 1894.
Una variante del Favrile è poi il vetro denominato Cipriota, che simula l’”effetto antico” grazie all’applicazione di pasta di vetro giallo trasparente su superfici di vetro blu, marrone o verde, e che produce viraggi cromatici iridescenti bluastri o violacei, dando l’effetto di superficie metallica.

La Tiffany è stata sicuramente una delle manifatture di riferimento dell’Art Nouveau. Grazie alla fervida immaginazione del suo fondatore e alla creatività degli artigiani che lui stesso sceglieva, influenzò il gusto di un’epoca non solo in America, ma anche oltreoceano, specialmente in Francia (ricordiamo il legame particolare con la Ecole de Nancy), la Germania, l’Austria e l’attuale Repubblica Ceca.

Importanti collezioni di vetri Tiffany

Molti esempi del suo lavoro sono conservati al Metropolitan Museum of Art di New York. Questa collezione presenta vetri colorati, mosaici murali in vetro, lampade da scrivania e vasi in vetro.
Un’unica sezione trasversale di vetrate di Tiffany si trova allo Smith Museum of Stained Glass di Chicago , dove possono essere viste a fianco di altri importanti stili di vetrate colorate.
Sempre a Chicago si trova la più grande collezione esistente di vetrate Tiffany nella loro collocazione originale. La ospita la Seconda chiesa Presbiteriana (vicino al distretto storico di Prairie Avenue).
Il Charles Hosmer Morse Museum of American Art , a Winter Park, in Florida, ospita la più completa collezione di opere di Tiffany. Molti oggetti provengono dalla residenza di Morse, a Laurelton Hall.

Come riconoscere una lampada di tiffany?

Le lampade sono sempre numerate e firmate “Tiffany Studios New York” sia sotto base sia lungo ghiera interna paralume, con numerazione diversa per base e paralume. Inoltre le misure rigorose sono elementi di autenticità del pezzo.

Bibliografia

G. Mariacher, Il Vetro europeo dal XV al XX secolo, 1964
AA VV , Dizionario di antiquariato, Vallardi Garzanti, 1992
Judith & Martin Miller, Miller’s antiques checklist: glass, 1994

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