Una guida agli argenti di antiquariato

La sofisticata arte della valutazione

Visto il crescente interesse dei collezionisti per il settore degli argenti d’antiquariato, sembra utile indicare alcuni aspetti dei quali tenere conto per apprezzare al meglio questi oggetti e investire con ponderazione nel loro acquisto, anche avvalendosi della nuova Banca Dati NTQ, un utile strumento per chi vuole ricercare, comprare e vendere oggetti d’arte e antiquariato. Chi invece fosse già in possesso di esemplari simili e volesse conoscerne il valore può ricorrere al servizio on-line offerto da Valutiamo.it.

La conoscenza degli stili e delle forme è il punto di partenza per collocare un oggetto nella sua epoca. Attraverso lo studio dei testi e le immagini pubblicate nei cataloghi si può allenare l’occhio a riconoscere gli elementi decorativi di ogni epoca e stile. Il maggior pericolo, però, è il “prolungamento stilistico”: argenti che, sebbene prodotti in una determinata epoca, sono stati realizzati seguendo elementi stilistici del passato. È il caso dello storicismo di fine Ottocento, oppure delle produzioni provinciali, solitamente più lente a recepire le novità stilistiche elaborate nelle città.
È importante toccare l’oggetto con mano. Le asperità della superficie, infatti, possono suggerire riparazioni, saldature, alterazioni. Il riconoscimento dei bolli è fondamentale: fin dal Medioevo è stato introdotto il sistema della punzonatura, ovvero quel sistema di bolli applicati sugli argenti a garanzia della corretta manifattura e titolazione (nomi degli argentieri, luogo e data, percentuale di argento).
Altro elemento è il rapporto peso-volume: a periodi di prosperità corrisponde l’utilizzo abbondante di argento, mentre nei momenti di crisi il suo impiego era ridotto al minimo.

Bisogna poi saper distinguere tra lavorazione manuale e meccanica: una lavorazione complessa è difficilmente falsificabile, perché poco conveniente dal punto di vista economico.
Infine, tra i rischi più ricorrenti ci sono i pezzi in sheffieldsilver plate marcati con i bolli dell’argento, oppure le rielaborazioni ottenute con parti di pezzi originali.

Di seguito alcune definizioni, per distinguere correttamente le diverse categorie di argenti.
Argento (sterling silver)
Ci riferiamo a un oggetto in argento quando il metallo che lo compone è costituito principalmente da argento puro. Poiché l’argento è relativamente tenero, non può essere lavorato allo stato puro; perciò esso viene legato con altri metalli (rame) per renderlo più rigido. Si dice argento 925 quando il 92,5% della lega è composta da argento, mentre il resto è composto da altri metalli. Ci sono diversi standard a seconda dei paesi d’origine (950, 900, 925 oppure 800): questi numeri indicano il titolo dell’argento, attestato dai bolli.
Sheffield Plate (Old Sheffield Plate)
Si tratta di un procedimento scoperto casualmente nel 1742 nella città inglese di Sheffield e utilizzato per la produzione a basso costo di oggetti di uso domestico. La preparazione prevedeva il ripetuto passaggio tra due rulli di una di lastra di rame compressa tra due strati superficiali più sottili d’argento. Per mascherare l’anima di rame inizialmente si provvide a tagliare ad angolo i bordi della lastra e ripiegare uno dei due strati di argento; in seguito si passò all’applicazione di un filo d’argento sui bordi.
Silver Plate (Argentatura elettrolitica, electroplate)
Spesso chiamato erroneamente sheffield, con silver plate si intende quel procedimento chimico in cui un oggetto in rame o nichel viene placcato in argento usando la corrente elettrica, con una soluzione chimica a base di potassio e due elettrodi. L’oggetto immerso nella soluzione è collegato a un elettrodo, mentre l’altro elettrodo è collegato a un pezzo di argento puro in un altro bacile di soluzione. Una volta attivata la corrente, l’oggetto in rame viene argentato tramite elettrolisi e più l’oggetto è lasciato in soluzione, più spesso è lo strato di argento che si crea. Per distinguere l’old sheffield dai pezzi realizzati tramite elettrolisi è necessario assaggiare l’argento: nel primo caso è sterling (925), nel caso del silver plate è puro, il suo colore è più bianco e consente un eventuale test chimico. Questo tipo di produzione si diffonde dalla metà del XIX secolo.
Alpacca (argentone)
Lega metallica composta da rame (50-60%), zinco (20-25%) e nichel (20-25%) prodotta nell’Ottocento per imitare l’argento: aveva, però, la tendenza a diventare grigia.

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